Coronavirus, colpa anche di scelte sbagliate sulla sanità.

epa08337074 Medical staff install patients infected with the COVID-19 aboard a TGV high speed train at the Gare d'Austerlitz train station on April 1, 2020 in Paris, France, as part of the evacuation of 36 patients in two separate medical TGV towards hospitals in western France. EPA/THOMAS SAMSON / POOL MAXPPP OUT

“Lo scoppio dell’epidemia ha avuto un impatto devastante sul sistema sanitario, e sta già producendo conseguenze altrettanto gravi sul piano sociale”: con queste parole un gruppo di teologi, medici, vescovi, parroci, lancia un ‘j’accuse’ parlando di “disfunzioni organizzative” nella gestione dell’emergenza le cui conseguenze “sono state disastrose”. Sono anche “evidenti le colpevoli scelte di una politica che ha sottoposto la sanità all’aziendalizzazione”.

La “Lettera nella tempesta” nasce su iniziativa di alcuni gesuiti della Pontificia Università Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli che puntano l’indice anche contro “la spesa militare” che “ha continuato a crescere in modo esponenziale” mentre “il servizio sanitario nazionale era sottoposto a continui tagli”.

Ora si chiede di fermare l’emergenza sociale attingendo a quei fondi. Ma anche le Chiese “potrebbero rinunciare alla parte dell’8 per mille di cui i cittadini italiani non hanno esplicitamente dichiarato la destinazione”. (ANSA)