Cronaca di una truffa.

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dal nostro lettore Dr. Francesco Russo riceviamo e pubblichiamo

Sabato 19 giugno 2021 alle 12,00 circa, mi sono recato al Centro Commerciale AUCHAN in via Pietro Nenni, 54 a Mugnano (Na).
Dopo aver parcheggiato la mia Fiat Panda nel settore A2, entro per acquisti e ne esco dopo circa una trentina di minuti; nel riavvicinarmi alla mia autovettura noto, con rammarico, che la ruota anteriore era bucata. Non sapendo a chi rivolgermi mi reco al distributore, all’interno del Centro, per la riparazione ma, forse per l’orario o per altre ragioni a me sconosciute, il personale era assente; quindi decido di provvedere da solo e vado sul retro del distributore stesso.
Inizio la sostituzione della ruota, e subito noto una macchina bianca che si ferma alle mie spalle e dalla quale scendono un ragazzo e una ragazza che, con molta gentilezza, si offrono di aiutarmi. Grato della cortesia, accetto volentieri l’aiuto e iniziamo subito con le operazioni di sostituzione della ruota, al termine delle quali, dopo aver ringraziato per l’aiuto ottenuto i due ragazzi che nel frattempo si erano allontanati a bordo della loro autovettura, risalgo in auto e mi avvio per uscire dal parcheggio. Neanche pochi metri e qualcuno mi fa notare che la ruota di scorta è sgonfia, quindi decido di recarmi al primo distributore utile per far regolare la pressione della gomma, cerco la mia borsa che avevo depositato sul sedile posteriore al mio primo rientro in auto e mi rendo conto che non c’è.
Ritorno subito al Centro Commerciale e mi rivolgo a un vigilante il quale, con aria annoiata e senza alcuna partecipazione, mi dice sorridendo che è la solita ruota di tutti giorni. Cerco di convincerlo a vedere le immagini registrate dalla telecamera del parcheggio perché di fronte a dove avevo parcheggiato la mia Panda vi era parcheggiata la macchina dei due ragazzi, ma niente da fare, l’unica risposta che sono riuscito a ottenere era che dovevano intervenire i Carabinieri.
Quindi con l’aiuto di un mio nipote, da Mugnano vado alla Caserma dei Carabinieri di Giugliano (essendo ivi residente) e dopo una lunga attesa, il Carabiniere alla porta non accetta la nostra denuncia, adducendo l’impossibilità di compilarla perché non eravamo in possesso dei vari dati bancari utili per i blocchi delle carte e del conto corrente. Avendo noi fatto presente l’urgenza onde poter accedere, da parte delle autorità, alla visione delle telecamere e all’avvio immediato dei riscontri di rito, ci sentivamo rispondere che prima dovevamo avere i numeri dei vari rapporti bancari da bloccare e poi si poteva fare denuncia.
Nonostante tutto ritorno al Centro Commerciale di Mugnano e chiedo al vigilante, dopo aver dato la posizione delle due vetture, la mia e quella dei ladri, di estrapolare le immagini o quantomeno di fare il possibile affinché non venissero cancellate… Risposta secca e scocciata da parte del vigilante “le immagini dopo 24 ore vengono cancellate automaticamente e solo i carabinieri possono vederle”.
Non scoraggiato dalla situazione, e intenzionato a provare tutte le strade possibili, decido di andare in Questura a Giugliano per la denuncia. Lì, un ispettore disponibile e partecipe della mia particolare situazione e cioè afono e ottantanovenne, dopo essersi meravigliato del comportamento dei Carabinieri di Giugliano ci indirizza alla Caserma dei Carabinieri di Marano (Na).
A Marano il Carabiniere di turno, con molto garbo mi spiega che la competenza è dei carabinieri di Mugnano e non quelli di Marano.
Vado alla Caserma dei Carabinieri di Mugnano, dove un giovane Carabiniere si attiva con molta disponibilità e comprensione. Dopo aver telefonato ai Carabinieri di Giugliano per un chiarimento relativo al rifiuto dell’accoglimento della denuncia, ci dice di tornare alla caserma di Giugliano e presentare una denuncia da integrare successivamente non appena avuti i dati bancari. Mi reco di nuovo alla Caserma di Giugliano dove il piantone dimostra chiaramente di essere indispettito e dopo una snervante attesa ci fa entrare nell’ufficio dove riusciamo finalmente a riferire dell’accaduto.
Fatto ciò torno al Centro Commerciale di Mugnano, per avvisare la vigilanza di aver fatto la denuncia e utilizzando le mie indicazioni, provare con il controllo delle immagini a risalire agli autori del furto. Recatomi dove risultava essere la postazione della vigilanza, busso alla porta e due vigilantes molto infastiditi ripetevano solo: “Non si può entrare… Non si può parlare con il responsabile… Non possiamo dare informazioni….“. Chiediamo di estrapolare eventuali prove rinvenienti dalle telecamere perché i Carabinieri di Mugnano avevano ricevuto la denuncia dai Carabinieri di Giugliano e avrebbero inviato una pattuglia per il controllo delle immagini, onde  evitare almeno la cancellazione… Nessuna risposta e chiusura della porta.
Dopo quanto detto viene da fare diverse riflessioni:
  • i rapinatori possono agire indisturbati e si sentono protetti dall’inerzia della vigilanza? (La prova di quanto mi chiedo è data dal fatto che, il giorno dopo, ho percorso per una decina di volte tutto il parcheggio del Centro Commerciale e ho potuto constatare che non vi era vigilanza alcuna).
  • chi doveva inizialmente accogliere la mia denuncia e cioè i Carabinieri di Giugliano, perché non lo hanno fatto?
  • vista la mia età, le mie condizioni fisiche e le alte temperature esterne, quale è il perfido meccanismo che scatta e fa sì che, in piena estate, sia costretto a peregrinare da Mugnano a Giugliano, poi a Mugnano, poi di nuovo a Giugliano, poi a Marano, poi a Mugnano e poi di nuovo a Giugliano per presentare una denuncia che doveva essere accolta immediatamente. Forse un’emulazione del Gioco dell’Oca con il “Torna al punto di partenza”?
Faccio presente, solo per la cronaca e per far capire il mio stato d’animo, di aver subìto il furto di contanti per circa 200 euro, della carta di credito, del bancomat, della post-pay, di documenti, di una agenda con dati personali e bancari, di pennette dove vi erano salvati un testo di fitoterapia (un lavoro di quattro anni prossimo alla stampa e altri lavori di dermatologia), di una borsa Piquadro di alto costo e inoltre, con le carte, sono stati prelevati e spesi circa 5.000 €.
Una conclusione si affaccia nella mia mente… Tutto quanto avvenuto si sarebbe potuto evitare con una maggiore vigilanza preventiva. Una più solerte attivazione a fatti avvenuti, una maggiore disponibilità e collaborazione con le forze dell’ordine potrebbero cancellare dalla mente di questi malfattori l’idea di farla franca e soprattutto quella di non incorrere in alcun rischio durante il dolo.
Auguro a chiunque abbia avuto la pazienza di leggere questo mio sfogo, di non doversi trovare nella mia stessa situazione, sballottato da un ufficio all’altro, con l’unica amara certezza di non avere diritto a comprensione, assistenza ed immediato intervento da chi di competenza, ma quella di avere in mano un dado da gettare per sapere quale sarà la prossima mèta da raggiungere.
Russo Dr. Francesco
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