Giornata Mondiale del Rifugiato, la Medihospes apre le porte del centro SAI: ecco come funziona l’integrazione a Napoli. Il racconto dei beneficiari alle istituzioni.

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Per la prima volta ci sarà anche la Medihospes a prender parte a Napoli alla Giornata Mondiale del Rifugiato con una serie di iniziative volte a far conoscere il sistema d’accoglienza e integrazione nella città.

La cooperativa sociale, che da poco meno di un anno ha in gestione il centro SAI del capoluogo campano, è pronta così ad aprire le porte della struttura alle istituzioni cittadine e nazionali.

Durante il “Migrantour” – passeggiate interculturali condotte da cittadini di origine straniera per vicoli e strade, storie e vissuti, sapori e tradizioni delle comunità di migranti che vivono in città), l’assessore alle Politiche Sociali Luca Trapanese, insieme al Sindaco Manfredi, ha deciso di concludere il percorso presso la struttura in Vico Santa Maria a Vertecoeli. A prender parte anche il Presidente della Camera Roberto Fico e il Presidente della Regione Vincenzo De Luca.

Un’occasione preziosa per conoscere da vicino l’importanza del Sistema Accoglienza Integrazione nella città di Napoli, oltre ai servizi erogati dalla cooperativa sociale Medihospes per favorire l’indipendenza economica e l’integrazione dei beneficiari. Beneficiari che saranno i veri protagonisti dell’incontro mattutino: oltre a raccontare la propria storia, la propria esperienza e le proprie aspettative, spiegheranno nel dettaglio il funzionamento della struttura.

All’interno del SAI si fa un’accoglienza diffusa: i migranti vengono ospitati in appartamenti sparsi sul territorio per evitare ghettizzazioni, favorendo così una più piena integrazione socio-culturale. Qui la Medihospes assicura diversi servizi suddivisibili per aree d’interesse: legale, psicosociale, integrazione e lavoro. Il lavoro è sinergico e punta a costruire interventi specifici a favore dei beneficiari. Ognuno di loro ha, infatti, una propria storia, delle competenze che la cooperativa sociale mira a esaltare attraverso percorsi personalizzati, stabilendo insieme a loro gli obiettivi e monitorando l’andamento del processo di integrazione.

Compito dell’area legale, per esempio, è la preparazione del migrante in vista della valutazione da parte di una commissione sulla sua domanda di asilo. Oppure priorità per l’ufficio “Integrazione e lavoro” è di favorirne l’inclusione attraverso il lavoro. Si profilano i beneficiari, si prendono accordi con aziende ed enti pubblici organizzando corsi di formazione e tirocini per il futuro inserimento lavorativo.

Ed è proprio in questo ambito che l’UNHCR, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, ha recentemente premiato, per il secondo anno di seguito, la cooperativa sociale Medihospes con il logo WeWelcome per l’impegno nel favorire l’integrazione dei rifugiati attraverso il lavoro, creando un ponte fra centri SAI e aziende.

Per il capitolo “Istruzione” sono organizzati corsi di italiano per aiutare gli ospiti nel cammino di inclusione linguistico-culturale e non solo. Perché la Medihospes si impegna ad aiutarli a studiare presso medie, licei e università, cercando allo stesso tempo di far convertire alcuni loro attestati scolastici.

A conclusione della giornata di convegni e attività volte a far conoscere il mondo dell’immigrazione, anche la cooperativa sociale Medihospes ha preso parte all’organizzazione del concerto in piazza. A suonare, fra i tanti artisti, anche i partenopei Valerio Iovine e Tartaglia. Artisti che da sempre hanno molto a cuore la tematica dei rifugiati e dei richiedenti asilo.

“Oggi è una giornata importante per far conoscere a tutta la comunità l’importanza del nostro lavoro e l’impegno profuso per favorire l’integrazione dei rifugiati a Napoli”, racconta Donato Lopez, referente della Medihospes per la Campania. “Il lavoro poi rappresenta un aspetto fondamentale per l’integrazione, perché i rifugiati hanno bisogno di opportunità per ricominciare a vivere nel nostro Paese, superare i traumi, mettere a frutto il proprio talento, formarsi e lavorare perché sono loro stessi i primi a voler contribuire al proprio sostentamento, a quello della famiglia e della società”.

“E’ sempre un grande piacere per me visitare il SAI Napoli” afferma l’Assessore Trapanese,  “poter dialogare con responsabili ed operatori sui servizi e sulle metodologie dell’accoglienza, ma sopratutto conoscere ed ascoltare le storie degli ospiti arrivati da lontano che qui vengono accolti con professionalità ed accompagnati in percorsi di supporto, di inclusione, ma soprattutto di autonomia attraverso formazione e lavoro”

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