Europee, Tridico capolista M5S al Sud

Alle elezioni per il Parlamento Europeo che si terranno in Italia il 9 giugno, il Movimento 5 Stelle candida come capolista nella Circoscrizione Sud l’ex Presidete Inps Pasquale Tridico.

«Ho accettato la proposta di Conte, sarò capolista nel collegio del Sud». Pasquale Tridico, economista ed ex presidente grillino dell’Inps, tra i principali sostenitori e difensori del reddito di cittadinanza, ha deciso di candidarsi in Europa con il Movimento Cinque Stelle.

Tridico guiderà anche la scuola di formazione del Movimento.

I temi della campagna elettorale di Tridico saranno innanzitutto economici: su questi aspetti c’è bisogno di trovare una convergenza con il Pd.

«I temi convergenti sono tanti, soprattutto sull’economia», dice Tridico. L’importante «è lasciare stare il passato, con tutte le sue differenze. Se parliamo della prospettiva futura, si troveranno molte più convergenze e spianeremo la strada per creare un fronte comune contro questa destra». «Sono certo che, dopo le Europee, arriverà il tempo giusto per le convergenze, quando cominceremo a confrontarci più concretamente sui temi».

L’accordo più semplice, per Tridico, si può trovare sull’economia. «Crediamo tutti che la crescita sia legata alla lotta alle diseguaglianze». «Ridurre la povertà e far ripartire i salari serve anche a creare ricchezza. L’obiettivo principale di una classe politica progressista deve essere proprio quello di riattivare la crescita riducendo le diseguaglianze. E su questo penso che Pd e Cinque Stelle abbiano tutte le carte in regola per marciare nella stessa direzione».

Tridico è anche nelle librerie con il suo ultimo lavoro: ‘Governare l’economia per non essere governati dai mercati’.

“Noi non siamo un Paese in via di sviluppo, non possiamo fare competizione sul lavoro, ma sull’innovazione e la tecnologia. Il lavoro deve essere ben retribuito, ben qualificato, dignitoso. Questo vuol dire governare i mercati”.  Il lavoro, ha aggiunto Tridico, “non va considerato un mercato come il carciofo, come il pesce, ma governare i mercati vuol dire governare l’economia, attraverso regole che partono dal mercato del lavoro: il salario minimo, il reddito minimo, i tempi di lavoro, la tecnologia, lo smart working e la produttività che deriva anche dalle competenze acquisite”.

“Dobbiamo fare competizione su innovazione e lavoro di qualità piuttosto che su cattivo lavoro, bassi salari e precarietà. Queste sono le regole che devono essere alla base di un’economia governata”, ha affermato l’economista.

Infrastrutture sì ma non il Ponte sullo Stretto: «Oggi vediamo che da una parte c’è l’autonomia differenziata, che vuol dire tagli di fondi per lo sviluppo del Mezzogiorno, e dall’altra simbolicamente ci darebbero questo Ponte sullo Stretto che, certamente, sarebbe costoso: circa quindici miliardi di euro spesi per un qualcosa che ha una utilità molto scarsa, una sostenibilità tecnica altrettanto dubitabile, e soprattutto non è prioritaria».

«Il Sud – risponde Tridico – ha bisogno di un piano industriale serio e che possa riprendere le aree di sviluppo che sono state abbandonate per avere in sostituzione un’economia fatta di bar e ristoranti, che non porta produttività. Ma è un trend tutto italiano, basti vedere Melfi e Mirafiori in cassa integrazione. Quindi le politiche industriali devono essere dello Stato per poter funzionare».