Tre libri in uscita per il rilancio della Giammarino editore.

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C’è grande fermento all’interno della casa editrice Giammarino, che annuncerà, a breve, ulteriori e importanti novità. Intanto manda nelle librerie tre titoli, molto diversi tra loro, che sottolineano la vivacità e la duttilità di questo visionario editore.
Il primo è il saggio “Mafie e media” di Mario D’Amiano, con la prefazione di Isaia Sales.
Un libro agile e intrigante che indaga il complesso rapporto che, in Italia, si tesse tra mafie e mezzi di comunicazione di massa, un rapporto ondivago, tanto da passare da un silenzio colpevole che addirittura nega le organizzazioni malavitose, fino all’opposto kitsch della ribalta di Canale 5 offerta da Barbara D’Urso al matrimonio della vedova di un boss con un cantante neomelodico.
L’interrogativo di fondo che anima la ricerca è se sia un bene o un male parlare tanto di camorra, mafia, ‘ndrangheta, rappresentarle in film e fictions, approfondirne aspetti in programmi d’informazione. Qual è il limite tra l’utilità delle notizie per nutrire le coscienze e quale, invece, il rischio d’emulazione di comportamenti sbagliati e spettacolarizzati.
Di tutt’altro argomento, invece, tratta il volume “Pensieri e percorsi di speranza oltre la malattia”, di Gennaro Musella che, con la malattia, il dolore e la disperazione ha avuto molto a che fare, visto che ha lavorato per quarantacinque anni presso l’Istituto Nazionale Tumori Fondazione Pascale, di Napoli, come infermiere, accanto ai grandi medici che, ogni giorno, salvano vite a volte, purtroppo, pur facendo ricorso ad interventi necessari, ma in alcuni casi mutilanti. Pazienti stomizzati, le cui storie, di dolore, di malattia, ma anche di guarigione, di forza e di speranza, si affacciano da queste pagine, che provano a trasmettere, quella stessa forza e speranza, agli altri.
Ed infine, è andato alle stampe l’ultimo numero di “QM – Questione Meridionale”, la pubblicazione di approfondimento cartaceo collegata alla storica testata multimediale Il Brigante, da ben ventidue anni militante in attività meridionalistica ed identitaria.
La rivista si apre con l’editoriale del direttore Gino Giammarino, ed il ricordo commosso di Pietro Nardiello ed Ernesto Paolozzi, entrambi coinvolti nella progettazione di “QM” ed entrambi, purtroppo, recentemente scomparsi.
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