Europa League, sconfitta del Napoli a Granada.

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epa09022557 Granada's striker Jorge Molina (C) duels for the ball with Napoli's defender Amir Rrahmani (R) and midfielder Fabian Ruiz (L) during the UEFA Europa League round of 32 first leg soccer match between Granada FC and SSC Napoli held at Los Carmenes stadium in Granada, southern Spain, 18 February 2021. EPA/Miguel Angel Molina
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Il Granada batte 2-0 il Napoli nell’andata dei 16/i di finale di Europa League, giocata nella città andalusa. La squadra spagnola ha costruito il doppio vantaggio nel primo tempo, con un Napoli che ha faticato a costruire pericoli alla porta avversaria.

Herrera al 19′ ha sbloccato il risultato di testa e al 21′ Kenedy ha firmato il 2-0. Nella ripresa, Gattuso ha inserito Zielinski e Bakayoko ma poco è cambiato nell’inerzia della gara. (ANSA).

Il solito Napoli molle, svagato degli ultimi tempi esce sconfitto per 2-0 sul campo del Granada e mette seriamente a rischio la qualificazione agli ottavi di finale di Europa League. La prossima settimana al ‘Maradona’ ci vorrà un’impresa per ribaltare la situazione, ma per il Napoli visto questa sera in Spagna la gara di ritorno sembra una montagna da scalare, tale e tanta è la pochezza tecnica, tattica e soprattutto agonistica evidenziata dalla squadra di Gattuso.

La sconfitta non è neppure figlia delle nove assenze che pure in qualche modo devono aver pesato sul rendimento della squadra. Ma lo scivolone con gli spagnoli deriva dalle solite clamorose distrazioni della difesa accompagnate da un atteggiamento senza ardore e punteggiato da una serie di errori tecnici clamorosi commessi in mezzo al campo.

Questi errori non solo interrompono i tentativi dei partenopei, sia pur lenti e compassati, di avvicinarsi alla porta di Rui Silva, ma mettono anche gli spagnoli in condizioni di ribaltare rapidamente l’azione e di puntare a gran velocità verso Meret. Osimhen rimane isolato in avanti e non riceve mai un pallone giocabile, Politano è un pesce fuor d’acqua, guardato a vista e ridotto com’è all’impotenza dal suo avversario diretto, Neva.

Sul lato opposto Insigne, colpito duro dopo qualche minuto di gioco, è in difficoltà fisiche e tattiche e non solo non riesce mai ad incidere ma si deve sforzare anche per dare una mano a Mario Rui che deve contenere sia Kenedy che il fluidificante e pericolosissimo Foulquier.

E poi ci sono i soliti passaggi indietro a caratterizzare il gioco di una squadra che appare senza identità, senza nerbo, senza carattere. Le trame offensive degli azzurri arrivano al massimo a superare la linea del centrocampo, poi c’è un blocco.I gol della vittoria dei padroni di casa arrivano nel primo tempo in rapida successione. Al 19′ c’è un traversone da destra di Kenedy sul quale irrompe Herrera che anticipa Di Lorenzo e insacca con un colpo di testa. Due minuti dopo il Granada parte in contropiede sfruttando una pessima giocata offensiva di Politano. Machis serve sulla sinistra Kenedy che insacca con un tiro in diagonale. (ANSA).

“Abbiamo creato molto, per quello che abbiamo fatto meritavamo qualcosa in più. Il rammarico c’è perché il 2-0 è un risultato bugiardo”.

Rino Gattuso non nasconde la delusione per la sconfitta a Granada del Napoli, che rende tutta in salita la corsa alla qualificazione agli ottavi di Europa League. Il tecnico dei partenopei è preoccupato per le tante assenze che hanno decimato la squadra. “Bisogna recuperare energie e forze in campo, dove andiamo con dieci giocatori – dice Gattuso ai microfoni di Sky -. Domani faremo la conta, la situazione è difficile: se non si recuperano vanno trovate le soluzioni, ma inutile pensare al passaggio di turno”. Quanto al match con gli andalusi perso 2-0 Gattuso sottolinea “nel calcio non c’è destino c’è l’errore, noi siamo stati dei polli, abbiamo dato due tre volte non buone coperture e l’abbiamo pagata a caro prezzo. Potevamo fargli male siamo e invece stati imprecisi, io lo spirito però l’ho vito, la squadra è venuta qui e ci ha provato. Osimehn? E’ stato fermo a lungo, deve trovare la continuità e la brillantezza per esprimere il suo gioco”.

    (ANSA).

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