Nuovo stadio a Bagnoli, Manfredi frena: area gestita da Invitalia, poi bonifiche e vincoli urbanistici, priorità ristrutturare il Maradona

Dopo l’annuncio in pompa magna di Aurelio De Laurentiis sul progetto di un nuovo stadio (ma anche della cittadella sportiva e dell’immancabile centro commerciale) a Bagnoli, arriva la frenata da parte del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi.

“In primo luogo i tempi delle bonifiche sono più lunghi rispetto a quelli che sono stati detti. Proprio ieri abbiamo definito in maniera molto dettagliata un cronoprogramma insieme al Ministero e a Invitalia, essendo quello un Sito di interesse nazionale. Poi ovviamente è un’operazione molto complessa perchè lì già esiste un piano urbanistico con delle destinazioni d’uso già definite. Io non ho ancora parlato personalmente con il presidente De Laurentiis. Quando porterà questa proposta, ovviamente va coinvolta Invitalia, che è proprietaria dei suoli. Io non posso parlare di suoli che non sono i miei. Valuteremo quando ci sarà la possibilità e ne parleremo. Per quanto riguarda la zona del Parco dello Sport, i tempi della bonifica vanno dai 3 ai 5 anni dall’inizio dei lavori, che riguardano tutta la zona fondiaria e tutto il parco urbano. I lavori dovrebbero essere consegnati nel periodo tra aprile e maggio, perchè proprio ieri il Ministero dell’Ambiente ci ha detto che approverà la rimodulazione dei fondi nel giro di qualche settimana”.

Nel 2014 infatti, l’area ex Italsider a Bagnoli, proprio per le bonifiche dei terreni che dopo anni e sprechi di denaro pubblico, ed anche qualche inchiesta giudiziaria ancora in corso (non ultima la sentenza della Cassazione che ha annullato con rinvio in Corte d’Appello l’assoluzione in appello dei 5 principali imputati per disastro colposo, mentre è definitiva l’assoluzione per bancarotta fraudolenta), non erano ancora state effettuate, il governo allora guidato da Matteo Renzi emanò il Decreto “Sblocca Italia” che tra le altre cose, dispose l’esproprio dell’area al Comune per affidarla in gestione ad Invitalia.

“Inoltre – ha proseguito Manfredi – la realizzazione di uno stadio sarebbe un’operazione molto complessa perché lì già esiste un piano urbanistico che andrebbe modificato, destinazioni d’uso già definite, ci sono vincoli generali” (tanto per cominciare, che fine farebbe lo Stadio Maradona, già Stadio San Paolo, che si troverebbe a sole due fermate di metropolitana dal nuovo impianto, ndr).

Per il primo cittadino partenopeo, dunque, la priorità resta la ristrutturazione dello stadio Maradona, anche in previsione di Euro 2032: “Io credo che la priorità sia un intervento sullo stadio Maradona. Ho sentito anche le dichiarazioni del sindaco di Milano Sala che sta ragionando con le due società milanesi. Esiste una norma come la legge sugli stadi che fornisce un percorso già definito dal punto di vista procedurale per quanto riguarda gli accordi tra comuni e società sportive per la ristrutturazione degli impianti. Io credo che la via maestra sia la ristrutturazione del Maradona, quindi su quello, come ho già detto e ripetuto, c’è la massima disponibilità da parte del Comune di Napoli e da parte del Governo nazionale. Ne ho parlato a lungo anche con il ministro Abodi”.

Manfredi ha affrontato anche la questione della problematica sollevata da De Laurentiis circa la possibilità di dover giocare le partite interne dal Napoli lontano da Fuorigrotta durante gli interventi di restyling: “Se c’è un progetto che verifica i requisiti della norma, noi abbiamo la massima disponibilità. Poi è chiaro che c’è un tema tecnico tra la coesistenza tra i lavori e l’uso dello stadio, ma quelle sono poi scelte che riguardano le tecnologie e le modalità di progetto che si vogliono utilizzare. Poi saranno i tecnici che si mettono intorno ad un tavolo e discutono su cosa fare. La nostra disponibilità c’è tutta e la scelta prioritaria è il Maradona”.

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