Alla mozzarella di bufala in Campania non si rinuncia.

Nei primi tre mesi del 2023, i prezzi dei prodotti tipici campani, mozzarella di bufala, passata di pomodoro, pasta di Gragnano e farina, sono aumentati, mentre le quantità acquistate sono diminuite. In media le quattro eccellenze campane registrano un aumento del 4,75% nei prezzi al consumo conquantità in calo del 10,67%. È quanto emerso da una ricerca condotta da NielseNIQ, presentata durante il Food Summit Campania, l’evento di Gruppo Food svoltosi nei giorni scorsi a Palazzo Partanna, a Napoli, con il patrocinio della Regione Campania, che ha messo in evidenza l’impatto dell’inflazione sulla capacità di acquisto dei consumatori.

A segnare il maggior incremento dei prezzi sono le conserve rosse (+16,8%), a seguire c’è la mozzarella di bufala Dop (+8,3%), mentre è stabile il prezzo della farina. In controtendenza, la pasta di Gragnano Igp vede una flessione dei prezzi del -6%, accompagnata da un calo degli acquisti del -18,3%. Anche la farina nei primi tre mesi dell’anno registra un calo analogo nelle quantità vendute (-18%), pur mantenendo invariati i prezzi. Pressoché stabili gli acquisti di mozzarella (-0,8%), meno marcato il calo per la passata di pomodoro (-5,7%)

Rispetto al resto del Paese, il consumatore della Regione Campania non rinuncia alle eccellenze locali: nonostante l’aumento dei prezzi, l’acquisto dei 4 prodotti tipici è diminuito, in media, soltanto del 2,6%. In particolare non si rinuncia alla mozzarella di bufala: le quantità acquistate salgono del 7% a fronte di una variazione a valore del 20%. Lo stesso vale per la passata di pomodoro e la pasta di Gragnano che registrano un calo negli acquisti solo del 2% circa (con variazioni a valore rispettivamente del +25% e del +8,6%). La farina invece perde terreno: dopo il boom sotto la pandemia, nei primi mesi di quest’anno le quantità vendute si riducono del 13% (con una variazione a valore del +3,7%).

Complessivamente si compra meno e si spende di più.“La percentuale di chi si sente colpito dalla crisi è più che raddoppiata in un anno: dal 10% di inizio 2022 si è passati al 23%. Mentre un altro 60% si è detto più cauto nelle spese”,ha commentato Stefano Cini, consumer analytics di NIQ. Dalla ricerca emerge un clima di preoccupazione, soprattutto per gli effetti dell’inflazione: il 95% delle famiglie cercherà di risparmiaresulla spesa al supermercato e lo farà principalmente riducendo gli acquisti e comprando marche meno care (68%), ma anche andando al discount o comprando in promozione (27%).

Anche l’analisi Bva Doxa, presentata in occasione del Food Summit, mette in luce che il carovita fa più paura della guerra: “L’85% degli intervistati si è detto preoccupato per l’erosione dei propri risparmi e del potere di acquisto”, ha spiegatoSonia Biondi, manager Bva Doxa. I nuovi trend nei consumi evidenziano un consumatore orientato su se stesso, sul suo stare bene, in cerca di trasparenza e autenticità. Per questo le aziende dovranno puntare alla costruzione di un dialogo con il consumatore attraverso azioni sul territorio e tramite il digitale.

Sarà infatti strategico per il futuro delle imprese dell’agroalimentare utilizzare i big data, saperli trasformare in smart data ed estrarre valore per studiare il micro-territorio e avere una crescita differenziata, con azioni mirate, a seconda dei punti vendita, assortimenti e target.

Il geo-marketing è quindi la chiave vincente del retail. I punti vendita cambiano in base alle vie di un quartiere, e intercettare la clientela, la sua capacità di spesa e i suoi bisogni, in modo da personalizzare le offerte e l’assortimento, è la strategia del futuro secondo NIQ.

È questa una delle sfide per il futuro del retail come hanno sottolineatoGruppo Végé, Sole365, Moderna 2020. Ma anche offrire,all’interno dello stesso punto vendita, prodotti a prezzi diversi,insieme alla marca privata. I risultati registrati daMDportano a un piano di aperture che vede fino a 90 nuovi punti vendita in Italia nei prossimi tre anni.

Come rispondono le aziende locali ai macro-trend?Ecco alcune best practice emersenel Food Summit.

PIU’ VALORE ALLE FILIERE, INNOVAZIONE E NUOVI MERCATI

Il Pastificio Liguori, per mettere al centro il consumatore e la trasparenza, ha adottato un programma di blockchain. Aurora Casillo, General manager dell’azienda ha spiegato che inquadrando il Qr code sulla confezione, il consumatore può inserire il nome del prodotto e tracciare tutta filiera, dal campo di grano fino allo stabilimento di produzione.
Il consumatore di oggi vuole sapere cosa mette in tavola, è preparato e sensibile all’ecosistema in cui vive. Antimo Caputo, Presidente Mulino Caputo, ha sottolineato come la farina, con la pandemia sia diventata un prodotto di tipo domestico: rappresenta la condivisione, momenti da passare in famiglia, di cura e di divertimento. Si sono aperti così nuovi e più ampi spazi di mercato con grandi opportunità.
Raffaele Garofalo, presidente di Fattorie Garofalo, ha evidenziato la crescita del mercato dei formaggi italiani, che vede in testa la mozzarella di bufala, con un’elevata richiesta anche Oltralpe e importanti investimenti nel retail. I cambiamenti climatici, così come le alluvioni e le intense piogge impattano sulla produzione delle conserve di pomodoro: ne ha parlato nel corso del Food Summit Campania Diodato Ferraioli, Export sales director e board memberLa Doria, sottolineando gli sforzi economici intrapresi per aumentare la capacità produttiva e i sistemi informatici.

INVESTIMENTI PER ACCELERARE LA CRESCITA

Carlo Fappiano, Factory director Unilever Caivano, il sito dedicato alla produzione di gelati, dove si producono 4 milioni di pezzi al giorno, ha messo in primo piano la strategica relazione con le aziende locali campane per la produzione in loco, che potrebbe essere potenziata, e come una multinazionale diventi volano dell’economia locale e incrementi la forza lavoro. L’energia rinnovabile è tra gli investimenti di Caffé Borbone: Francesco Garufi, Chief Commercial Officer Retail, ha raccontato degli impianti fotovoltaici che hanno installato sui loro stabilimenti. Grande importanza anche alla filiera certificata e alla sostenibilità, tanto che nel 2017 sono stati i primi a lanciare la cialda compostabile. Convivere con le crisi adottando soluzioni innovative è l’obiettivo descritto da Alfio Schiatti, Chief Commercial Officer di Fresystem, per la quale si aprono prospettive di sviluppoimportanti in seguito alla recente acquisizione da parte di Ferrero, già presente in Campania con due impianti produttivi. Si tratta della prima acquisizione della multinazionale in Italia e nella selezione, ha ricordato Schiatti, a fare la differenza è stata la flessibilità e l’agilità dell’organizzazione.
La logistica spinge sul digitale con processi sempre più informatizzati. Per Umberto Torello, Chief Operating Officer Gruppo Torello, una logistica veloce esnella rappresenta un valore aggiunto per la filiera.