Il menù degustazione di Farinati mette in tavola la “calimma” di Eduardo

Ricostruire attraverso tradizione, ricerca e preparazioni, gli usi e i costumi che hanno condizionato l’attuale tavola partenopea. Succede da Farinati a Casavatore, dove Renato Ruggiero, conosciuto come “re dei fritti” e pizzaiolo, presenta il nuovo menù degustazione intitolato “calimma” (calore in napoletano) ispirato a Natale in Casa Cupiello, a quella piacevole sensazione di tepore che concilia il sonno. «Io me ne so accorto, stanotte, con la casa fredda, non potevo pigliare calimma. Due maglie di lana, sciarpa, scialle… I pedalini ‘e lana…».

Così Lucariello, ed è proprio da questa sensazione di calore, che nasce il percorso degustazione di Farinati. In tavola: “antipasti scintilla” con frittatina alla puttanesca, uovo alla monachina, cubo di sartù con piselli, polpettine, formaggio, provola, uova sode. Le “pizze fiamma” con marinara in doppia cottura, fritta e poi al forno, pomodoro San Marzano schiacciato a mano, aglio, origano del Mediterraneo, foglia di cappero campano, olive nere caiazzane, alici del Cantabrico, polvere di olive nere ed olio extra vergine d’oliva, margherita nel “rutiello” con pomodoro pelato San Marzano, fior di latte dei monti Lattari, salsa al basilico, pecorino romano buccia nera, olio extra vergine d’oliva, “baciata croccante” in doppio strato, con pomodorini rossi e gialli semi-dried, prosciutto crudo culatello, fonduta di mozzarella bufala, salsa alla rucola e olio extra vergine d’oliva e la “Farinati mood” con mozzarella di bufala campana DOP, confettura di “pellecchielle” del Vesuvio, guanciale di Amatrice, rucola liquida, provolone Del Monaco DOP, basilico, olio extra vergine d’oliva. E per finire il tris di “dessert fuoco” con pastiera “Farinati” composta da due dischi di frolla, crema pasticcera e crema di pastiera, mini babà, e cubo di tiramisù. «Con una licenza poetica – spiegano gli imprenditori Gennaro Del Buono e Giovanni Pianelli, coadiuvati da Paolo Santorelli – in questo menù troviamo sì la tradizione, ma anche la ricerca e la voglia di perfezionismo sull’impasto e sulle cotture».

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