184 a.C. – Un anno di scuola a Liternum tra Scipione e i Baccanali di Atella, presentazione del libro di Tommaso Aprile venerdì 22 a Capua.

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184 a.C. – Un anno di scuola a Liternum tra Scipione e i Baccanali di Atella di Tommaso Aprile è un saggio che affronta alcune tra le tappe più affascinanti dell’antica Roma. La presentazione del libro avverrà il giorno venerdì 22 aprile alle ore 17:00, presso il Museo Campano di Capua situato nel Palazzo Antignano.

L’evento prevede in apertura i saluti istituzionali della Professoressa e Presidente della CDA Rosalia Santoro e del Direttore del Museo Campano, nonché autore della prefazione, Gianni Solino. Dialogheranno con l’autore: il Presidente dell’AICC – Delegazione di Terra di Lavoro, la professoressa Maria Luisa Chirico, l’Ordinario di Lingua e letteratura latina presso l’Università della Campania L. Vanvitelli, il professor Claudio Buongiovanni, la professoressa Daniela Borrelli del liceo Classico Statale P. Giannone (Caserta) e la Vicepresidente ASMEF la professoressa Silvana Virgilio. Le letture saranno a cura degli attori Elisabetta Mercadante e Fausto Bellone.

Il saggio

184 a.C. – Un anno di scuola a Liternum tra Scipione e i Baccanali di Atella è un saggio che offre un punto di vista interessante su un passato che ci appartiene, sebbene sia molto lontano da noi. L’idea, infatti, è quella di raccontare affascinanti miti, leggende ma soprattutto storia, attraverso una classe di studenti di età adolescenziale, che non solo ascoltano rapiti, ma partecipano alla lettura di tutti questi racconti.

La tecnica di servirsi del genere del romanzo per narrare di eventi di storia appare un metodo innovativo per l’apprendimento, volto anche a rendere più piacevole l’acquisizione di alcune importanti nozioni, così come spiega nella sua introduzione l’autore:

credo che la Storia romanzata sia uno dei metodi migliori per apprendere e comprendere il passato. Inserirci poi una bella trama amorosa ho pensato potesse destare interesse anche nel lettore che, normalmente, non si interessa di storia. Questo libro ha tre grandi scopi: raccontare di Publio Cornelio Scipione detto l’Africano e dei Baccanali che si svolgevano ad Atella in Campania, nonché trasmettere la conoscenza di alcuni miti e tragedie greche. 

Questo elemento che contraddistingue l’opera di Aprile da un qualsiasi altro scritto di storia lo sottolinea anche l’autore della prefazione, il già citato Direttore Gianni Solino, il quale scrive:

Tommaso Aprile è un medico che coltiva non poche passioni fra le quali la scrittura occupa un posto preminente. Negli ultimi anni ha messo insieme l’amore per la letteratura con quello per la storia, in particolare quella antica, memore dei suoi studi classici fatti al Liceo Cirillo di Aversa quando i professori di latino e greco erano delle vere e proprie autorità e gli studenti ne avevano terrore

L’intenzione di Aprile, infatti, non è quella di creare un libro di storia, ma di trattare delle imprese di uno dei più grandi eroi della nostra storia, quella di Scipione detto l’Africano, e nel farlo è riuscito a intrecciare alla narrativa fluida e leggera del romanzo, eventi e informazioni storiche «così accurate e attente alle fonti da far invidia agli studiosi», come sottolinea proprio lo stesso Solino.

 

L’autore

Tommaso Aprile nasce a Villa di Briano (CE) il 19 giugno 1955, si laurea in Medicina e Chirurgia e si specializza in Chirurgia Oncologica presso la II Facoltà di Medicina e Chirurgia di Napoli e attualmente è in servizio presso il P.O. di Aversa nell’UOSD di Oncologia Medica. Ha pubblicato con la rivista scientifica «Sapere Medico» in particolare sull’effetto del fumo di tabacco sulla mucosa del cavo orale. Ha già pubblicato due diari di viaggio: Jamila Giddan sul Marocco (Spring, 2005), Mesiana Barscha: sognando un treno per Tozeur sulla Tunisia (Spring, 2011) a cui ha fatto seguito un libro sulla prevenzione dei tumori L’isola felice (Is.e.di.c.a. Scrl, 2015). Recentemente ha pubblicato Nahima e le Mille e una notte (S4M Edizioni, 2020). Insaziabile curioso del mondo e della storia, ama definirsi con le parole del suo migliore amico: «Un poeta che ogni giorno si inventa qualcosa per rendere la vita più bella a sé e agli altri».

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