Le Maschere del Vesuvio porta in scena Le vite che non ho scelto, opera inedita di N. Mondini e G. Palumbo, per la regia di G. Palumbo.

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La Compagnia Le Maschere, porterà in scena un testo inedito, dal titolo Le vite che non ho scelto.

“Frutto di un lavoro durato due anni, realizzato in collaborazione con due Accademie di rilievo nazionale, Dam Academy e Rea Academy, l’opera si colloca in un progetto artistico ampio e poliedrico. Infatti, nel nostro Hub permanente, abbiamo mescolato i linguaggi e le vie espressive, realizzando un prodotto artistico che va ben oltre le tavole del palcoscenico, contaminando ogni luogo fisico e non di espressione artistica: dalle strade ai social. La mise en scene è stata preceduta dalla lavorazione di tre frammenti, tre corti, che proiettano lo spettatore, che ancora tale non è, nell’universo che rappresenteremo in scena.

Siamo consapevoli della sfida che lanciamo nel panorama artistico partenopeo, producendo un’opera inedita con tutti i rischi che ciò comporta, soprattutto dopo un lungo periodo di chiusura imposto dalla Pandemia. Tuttavia, siamo altresì consapevoli che l’arte o rischia o non è arte.

Interloquire con la società è per noi cruciale, pertanto vogliamo raccontarci attraverso la nostra rappresentazione a chi la società la racconta ogni giorno: i giornalisti. Per questo la serata di anteprima dedicata alla stampa ed al personale medico, che si terrà Giovedì 16 Dicembre, alle ore 20:30, presso il Teatro Re Nasone, in Via Falconi 12 – San Sebastiano al Vesuvio (Napoli).”

Sinossi breve

Antonio Nisi è stato un povero cristo, così si definisce in uno dei suoi deliri. Tuttavia, l’ambizione che lo anima gli consente di scalare a mani nude le vette del potere. La vertiginosa ascesa, i fumi inebrianti del successo e un accordo fatale distruggeranno la vita di chi non ha scelto di salvare.

 

Note di regia

Questi occhi non sono più i tuoi! Che hai fatto agli occhi?

Così, con questa domanda semplice e fulminea, come chi scocca una freccia dall’arco senza esitare, Elena interroga il marito Antonio Nisi e, insieme a lui, interroga ciascuno di noi.

Entrando a teatro per assistere a Le vite che non ho scelto si entra in un caleidoscopio, si resta sommersi dalle riflessioni multiple prodotte dall’animo dei personaggi in scena. Le vite di questa rappresentazione corale intersecano quella del Dottor Nisi, venendone inesorabilmente segnate. Gli affari, le perversioni figlie del sapore dolcissimo della gloria animano l’ascesa pubblica di Nisi e, parallelamente, il suo declino umano, morale, familiare. Il potere che lo ha sottratto all’anonimato gli distruggerà la vita restituendogli tutte le sue miserie. Come in un naufragio collettivo, le vite che Nisi non ha scelto di salvare, compresa la sua, si areneranno davanti ai nostri occhi. Quando tutto rovina, senza lasciare indifferente la macchina scenica, si schiude una speranza che, a ben vedere, ha il sapore di una condanna.

Le vite che non ho scelto illumina una vicenda particolare che può, tuttavia, appartenere ad ogni tempo e che ha, pertanto, l’ambizione di farsi universale. L’opera, infatti, lascia volutamente senza risposta le domande che assillano lo spettatore: dove sta il bene e dove sta il male? Possiamo scegliere da che parte stare? Possiamo scegliere che vita vogliamo?

 

Credits

Le vite che non ho scelto è un’opera inedita scritta da Nicola Mondini e Giovanni Palumbo per la regia di Giovanni Palumbo.

Con Maria Raia, Fabiola Borriello, Giovanni Palumbo, Emilia Ferrante, Arianna Menniti, Rosario Russo, Rosada Esposito, Salvatore Granato, Wilma Palumbo, Antonio Vannelli.

Scene e costumi Elvira Borriello, disegno luci Fabrizio Di Maso, progetto sonoro e audiovisivo Raimondo Franzoni, trucco Chiara La Marca, scenotecnica Bruno Sorrentino, aiuto regia Valentina Vergara Di Pietro, assistente alla regia Fabiola Borriello, direttore di produzione Raimondo Franzoni, drammaturgia Nicola Mondini, ottimizzazione generale Francesco Sorrentino, grafica Simone Figalli, progetto fotografico Antonio Cuomo.

Prodotto in collaborazione con Rea Academy e Dam Academy.

 

Chi siamo?

Creatività, passione, contaminazione. In due parole: raccontiamo storie.

Le Maschere del Vesuvio è un Hub napoletano che produce cinema e teatro. Mescoliamo i linguaggi e le espressioni artistiche per sperimentare e sorprendervi.

Dal 2015, nella nostra officina creativa, che a noi piace chiamare ancora Compagnia, mettiamo tanta anima e tantissimo corpo nella creazione di opere teatrali e prodotti audiovisivi.

Il nostro campo base è il Teatro Re Nasone.

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